Sabbatini: “L’agility dog? Una magia”

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Uno sport cinofilo che consiste in un percorso ad ostacoli ispirato al percorso ippico. E’ la definizione che Wikipedia dà dell’agility dog, divertente attività nata nel 1980 nel Regno Unito, cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni. Uno dei massimi esperti italiani è Alfonso Sabbatini, lombardo d’adozione e barese di origine.
A chi non sa cosa sia l’agility come la spiegherebbe sinteticamete?
“Rispondo con quattro parole: intesa, armonia, complicità, danza, semplicemente racchiusi in una magia a sei zampe”.
In questo sport lei è tra i migliori d’Italia: quando e come ha iniziato?
“Grazie per questo merito, mi ritengo molto fortunato perché seppur gareggio anche ad alti livelli, mi diverto sempre come se stessi facendo una dimostrazione all’oratorio e soprattutto faccio divertire il mio cane. Ho iniziato nella mia adorata città, Bari, nel 1997. Assieme a due carissimi amici, Massimiliano De Palma e Luigi Ancona, iniziammo a praticare questa fantastica attività cinofila aprendo un piccolo centro, La Compagnia dell’anello. Dopo aver insegnato al mio amico a quattro zampe TIM (pastore belga groenendael) un po’ di agility ruspante e spartana, iniziai a frequentare stage e corsi di formazione e poi iniziai a partecipare alle prime gare di agility andando su e giù per l’Italia. Torino, Pavia, Roma, Perugia e Napoli i luoghi raggiunti in treno il più delle volte o in auto, dove ho iniziato a gareggiare. Con il mio piccolo grande nero”.
Quali sono stati i suoi traguardi più prestigiosi?
“I traguardi sono tanti, io e la mia Milù, splendida borderina di 7 anni, siamo freschi del titolo di vicecampioni europei 2013, anno in cui il peso di questa competizione è stato più alto di un mondiale vista la partecipazione di tutti i binomi più forti del mondo. Altra emozione e altro prestigio è stato il titolo di campione italiano E.N.C.I. conseguito con la giovanissima Milù a soli 22 mesi (si debutta con il cane a 18 mesi compiuti e si devono conquistare tre brevetti e di solito il cammino è abbastanza lungo e forse mai raggiungibile per tanti binomi). Ancora campioni italiani AIA nel 2010 e tanti altri risultati, ma la vittoria più bella è la voglia della mia Milù di regalarmi ogni giorno la magia dell’agility diventata parte importantissima della mia vita e la mia attività professionale”.
Prossimi impegni?
“Il campionato assoluto di agility questo weekend a Milano e le gare di selezione mondiale ed europeo che iniziano a febbraio”.
Agility vuol dire solo competizione o la consiglierebbe anche a chi vuole semplicemente divertirsi con il suo cane?
“Agility è magia e la magia appartiene a tutti. L’agility si deve praticare se si possiede un cane fisicamente sano e può essere praticata a tutti i livelli”.
A chi la consiglierebbe?
“La consiglierei a tutti e può aiutare anche gente introversa con poca autostima a guadagnare un po’ di fiducia”.
Si dice che tutti i cani possano fare agility, ma è innegabile che i border collie siano una spanna sopra gli altri, vero?
“Verissimo, ma per fortuna l’invasione dei border collie è solo nella categoria large e per qualche soggetto anche nei medium (per fortuna non sono molti). Sono dei cani con una spiccata predisposizione all’apprendimento ed una forte voglia di collaborazione con l’uomo, oltre ad essere dei missili!”.
Quanti e quali cani hai avuto?
“Da quando ero bambino possiedo cani, meticci, cocker, mastino napoletano, pastori belgi, barboncini, jack russel e ovviamente border collie, attualmente vivo con dieci carissimi amici a quattro zampe”.
A che età si può praticare l’agility? Sia considerando il cane sia le persone.
“Per il cane sin da subito, già dai tre/quattro mesi ci può essere un addestramento finalizzato all’attività dell’agility con esercizi mirati e basati solo su rinforzi positivi (come del resto è tutto l’insegnamento all’agility) stando attentissimi a non compromettere lo sviluppo osseo e muscolare e la relativa crescita. Sarà necessaria molta prudenza e conoscenza della materia poiché l’improvvisazione e l’incompetenza possono fare danni irreparabili”.
Un cane già adulto e che non abbia iniziato da giovane può cimentarsi in questa attività?
“Certamente, sia persone che cani possono avvicinarsi a questa attività anche non in tenera età. Ovviamente il cane di dimensioni più piccole, fino ai nove anni può essere coinvolto senza pretese a praticare agility, mentre un cane di dimensioni più grandi fino a sette anni circa. La cosa più importante è che si tiri fuori dal cane la corretta motivazione, infatti senza di essa diventa un costrizione per il cane ed un egoismo umano”.
Secondo lei qual è l’aspetto più bello dell’agility?
“Guardare un giro di agility a certi livelli ti fa trattenere il respiro come in un sorpasso in Moto GP e poi per me che ho la fortuna di essere in campo con la mia dolce metà a quattro zampe, arrivare ad ottenere l’intesa celebrale con lei, non ha eguali”.
Lei è barese ma vive a Busto Arsizio da anni. A livello territoriale l’agility ha “attecchito” più al Nord o al Sud?
“Sicuramente al Nord da tempo ha trovato il modo per espandersi quasi a macchia d’olio, ovviamente come la storia ci insegna anche al Sud di riflesso già da qualche anno la sua diffusione è diventata capillare a tal punto che si organizzano gare ed eventi quasi ogni week end”.
E in Italia rispetto alle altre nazioni?
“Non abbiamo niente da invidiare a nessun’altra nazione perché il nostro livello è davvero diventato altissimo ed i risultati internazionali ne sono la prova! Solo una cosa forse ci pone indietro, la mentalità cinofila ed il rispetto dell’animale cane: in Italia siamo tanto indietro”.
L’ultima domanda va oltre l’agility: quanto una città come Bari può essere considerata “a misura di cane” rispetto a quelle settentrionali?
“Bari sta facendo tanto per i cani ma non basta, sono convinto che ci vorranno tanti anni ancora per vedere scritto in tutti i negozi “io posso entrare” e per vedere i marciapiedi della città puliti… la cinofilia purtroppo passa prima dall’educazione del cittadino!”.

Maurizio Spaccavento
EPolis Bari dell’11 gennaio 2014
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